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#  Encanto e la famiglia Madrigal: ruoli familiari e trauma transgenerazionale

![](https://www.psicologodibase.com/images/autori/dottssa-giulia-rinaldi.png)  [ Dott.ssa Giulia Rinaldi ](https://www.psicologodibase.com/autori/dott-ssa-giulia-rinaldi.html)    19-Ott-26

1. [ La famiglia Madrigal, in breve](#la-famiglia-madrigal-in-breve)

2. [ I "doni" come copioni familiari](#i-doni-come-copioni-familiari)

3. [ Luisa e la parentificazione: portare pesi troppo grandi](#luisa-e-la-parentificazione-portare-pesi-troppo-grandi)

4. [ Isabela e il mito del figlio perfetto](#isabela-e-il-mito-del-figlio-perfetto)

5. [ Bruno, il capro espiatorio: quando dire la verità ti rende "il problema"](#bruno-il-capro-espiatorio-quando-dire-la-veritagrave-ti-rende-il-problema)

6. [ Mirabel: il paradosso di chi non ha un ruolo assegnato](#mirabel-il-paradosso-di-chi-non-ha-un-ruolo-assegnato)

7. [ Quando il ruolo diventa più importante della persona](#quando-il-ruolo-diventa-piugrave-importante-della-persona)

8. [ Domande frequenti sul trauma transgenerazionale e i ruoli familiari in Encanto](#domande-frequenti-sul-trauma-transgenerazionale-e-i-ruoli-familiari-in-encanto)

Cosa racconta davvero Encanto sul trauma familiare? Il film non è interessante soltanto perché mette in scena una famiglia segnata da una perdita che attraversa le generazioni, ma anche perché mostra come un dolore non elaborato possa finire per influenzare i rapporti tra le persone, assegnando compiti, aspettative e identità che diventano sempre più rigidi.

Nella famiglia Madrigal questo meccanismo assume una forma visibile e quasi letterale. Ogni componente riceve un "dono" magico e, insieme al dono, un posto preciso all'interno del sistema familiare. Luisa è forte e quindi deve sostenere. Isabela incarna la perfezione e quindi deve continuare ad essere impeccabile. Bruno vede ciò che gli altri non vogliono vedere e diventa il membro di cui è più semplice non parlare. Mirabel, che non riceve alcun dono, resta invece fuori da questa distribuzione apparentemente ordinata delle funzioni.

È qui che la storia si presta ad una lettura attraverso alcuni concetti della terapia sistemico-familiare. Il film permette di osservare il fenomeno della parentificazione, il ruolo di capro espiatorio e quello del cosiddetto golden child senza trasformarli in definizioni astratte. Li rende visibili attraverso personaggi il cui valore sembra dipendere dal compito che sono chiamati a svolgere per la famiglia.

L'attenzione, quindi, non è sulla definizione generale di trauma transgenerazionale, che abbiamo già approfondito [in questo articolo](https://www.psicologodibase.com/salute-mentale-e-benessere-psicologico/739-ascolta-i-fiori-dimenticati-trauma-transgenerazionale-violenza-donne.html), ma sul modo in cui quel dolore può prendere forma nei ruoli assegnati ai singoli membri. In questo senso Encanto racconta una famiglia che, nel tentativo di proteggersi dal rischio di perdere ancora ciò che ha costruito, finisce per chiedere a ciascuno di essere qualcosa di preciso e di esserlo sempre.

![Casa colorata e crepata sotto la tempesta; in primo piano una lastra incrinata con la scritta «Ruoli come prigioni» tra maschere di pietra incatenate](https://www.psicologodibase.com/images/articolo_19_ottobre_1.jpg)

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Capire con una [psicoterapia familiare](https://www.psicologodibase.com/cura/psicoterapia-familiare.html) come funzionano le dinamiche familiari è il primo passo per uscirne quando pesano troppo.

## La famiglia Madrigal, in breve

[La storia familiare dei Madrigal](https://www.familysearch.org/it/blog/encanto-e-lalbero-genealogico-dei-madrigal) nasce da una perdita. Alma e Pedro sono costretti a fuggire da un conflitto armato e, durante la fuga, Pedro si sacrifica per proteggere la propria famiglia. Da quel momento traumatico nasce il miracolo: una candela magica offre ad Alma e ai suoi figli un luogo sicuro, la Casita, che diventa insieme casa, rifugio e simbolo della sopravvivenza della famiglia.

Con il passare delle generazioni, il miracolo assume una forma precisa. Ogni discendente riceve al compimento dei cinque anni un dono speciale. Non si tratta, però, soltanto di una caratteristica personale. Nella vita dei Madrigal ogni dono viene immediatamente collegato a una funzione: deve essere utile alla famiglia e alla comunità. Abuela Alma, ormai matriarca, custodisce questa logica con la convinzione che mettere i doni al servizio degli altri sia il modo più giusto per onorare il sacrificio di Pedro e proteggere ciò che da quel sacrificio è nato.

Il problema non è l'utilità in sé. La difficoltà emerge quando la funzione diventa identità e quando la possibilità di essere amati sembra legarsi alla capacità di svolgere bene quel compito. In una famiglia organizzata attorno a ruoli così definiti, la fragilità rischia di apparire pericolosa, il cambiamento può sembrare una minaccia all'equilibrio e persino un desiderio personale può essere vissuto come qualcosa che mette in discussione il bene comune.

Due personaggi mostrano subito le crepe di questo sistema. **Mirabel** è l'unica nipote a non aver ricevuto un dono e porta quindi il peso di essere diversa in una famiglia in cui il valore sembra continuamente espresso attraverso ciò che ciascuno sa fare. **Bruno**, invece, è il figlio di Alma scomparso da anni, quello di cui si evita persino di parlare perché le sue visioni del futuro, soprattutto quando annunciavano eventi spiacevoli, erano diventate troppo scomode per il sistema familiare.

È importante tenere a mente il **trauma originario** mentre si osservano i diversi personaggi. La rigidità dei Madrigal non nasce nel vuoto: nasce da una storia di perdita, fuga e paura di perdere nuovamente la sicurezza conquistata. In questo, il film rende evidente un paradosso familiare molto comune: ciò che viene costruito per proteggere la famiglia può, nel tempo, diventare anche ciò che limita i suoi membri.

## I "doni" come copioni familiari

Nella [terapia sistemica familiare](https://www.psicologodibase.com/approcci-psicoterapeutici/psicoterapia-sistemico-relazionale.html) si parla di copioni o script familiari per descrivere ruoli non scritti, ma fortemente attesi, che possono organizzare il funzionamento di una famiglia. Non c'è necessariamente qualcuno che li assegna in modo esplicito. Spesso si formano nel tempo, attraverso aspettative, reazioni, non detti, paure e bisogni condivisi fino a diventare così familiari da sembrare naturali.

In Encanto il meccanismo è particolarmente leggibile perché il copione coincide quasi perfettamente con il dono. La forza di Luisa non resta una sua caratteristica: diventa la ragione per cui tutti si aspettano che regga qualsiasi peso. La capacità di Isabela di creare fiori perfetti finisce per trasformarsi nell'aspettativa che sia perfetta anche lei. La precognizione di Bruno, invece di essere accolta come una capacità che mostra qualcosa, lo rende il contenitore di ciò che la famiglia preferirebbe non vedere.

Alla base di questi ruoli c'è il **trauma fondativo** della famiglia: la morte di Pedro e la fuga forzata dalla propria terra. Da quel momento, nella logica implicita costruita da Alma, la sicurezza dipende dal mantenimento del miracolo e dalla capacità di ogni membro di contribuire al benessere collettivo. Essere utili diventa quasi sinonimo di essere al sicuro.

Il film non presenta Alma come una figura semplicemente crudele. Il suo comportamento è legato alla paura e al tentativo di impedire che la famiglia perda ancora tutto. Proprio per questo la dinamica è interessante: un sistema può diventare rigido anche quando nasce da un'**intenzione protettiva**. La protezione, quando non lascia spazio alla trasformazione, può trasformarsi in pressione.

In questo senso, i doni dei Madrigal funzionano come un'immagine molto chiara. La caratteristica personale non scompare, ma viene assorbita dalla necessità familiare. Il confine tra "sono capace di fare questo" e "devo essere sempre questo" diventa sempre più sottile. Ed è proprio dentro quel passaggio che si formano i ruoli che il film mette in scena.

Per una trattazione più generale di cosa sia il trauma transgenerazionale e di come si trasmetta tra le generazioni, rimandiamo al nostro approfondimento [Ascolta i fiori dimenticati: il trauma che attraversa le generazioni](https://www.psicologodibase.com/salute-mentale-e-benessere-psicologico/739-ascolta-i-fiori-dimenticati-trauma-transgenerazionale-violenza-donne.html).

## Luisa e la parentificazione: portare pesi troppo grandi

Luisa possiede una forza fisica sovrumana. Nel mondo di Encanto questo significa che può sollevare, spostare e sostenere ciò che gli altri non riescono a gestire. Ma il suo dono diventa presto anche una posizione familiare: se Luisa è quella forte, allora è naturale rivolgersi a lei ogni volta che c'è qualcosa di pesante da affrontare. La caratteristica si trasforma in dovere.

In psicologia potremmo parlare di **parentificazione**, cioè la situazione in cui un figlio viene investito troppo presto di responsabilità che spetterebbero a un adulto. Le forme possono essere molto concrete: sostenere economicamente la famiglia, mediare i conflitti tra i genitori, occuparsi dei fratelli più piccoli. In tutti questi casi il figlio non è soltanto collaborativo; viene chiamato a reggere una parte del funzionamento familiare che eccede il ruolo che dovrebbe avere.

Luisa rende questa dinamica visibile attraverso il corpo. Tutti vedono la sua forza, quindi tutti possono convincersi che non abbia bisogno di essere sostenuta. Più dimostra di riuscire a reggere, più il sistema si abitua a darle nuovi pesi. La capacità diventa così una trappola: ciò che la rende preziosa agli occhi degli altri finisce per impedirle di mostrare il limite.

Il momento in cui confessa di sentirsi sempre più debole e vicina al crollo è centrale proprio perché rompe l'immagine che le è stata assegnata. Non è soltanto stanca. Ha paura che, se smettesse di essere quella che porta tutto, verrebbe meno anche il motivo per cui viene considerata importante. Il suo valore personale sembra essersi fuso con la funzione di sostenere.

È uno dei vissuti più difficili nei ruoli di questo tipo: la persona può imparare a misurare il proprio diritto a essere amata attraverso ciò che riesce a fare per gli altri. Chiedere aiuto diventa complicato, fermarsi produce senso di colpa, mostrare fatica sembra quasi un tradimento del compito ricevuto.

La **parentificazione**, in questa lettura, non riguarda quindi soltanto il numero di responsabilità. Il punto è il significato che quelle responsabilità assumono. Se un figlio interiorizza l'idea di dover tenere insieme la famiglia, la possibilità di sentirsi fragile può diventare incompatibile con l'identità che gli è stata costruita attorno.

Luisa racconta bene questa tensione perché nessuno le vieta esplicitamente di essere vulnerabile. È la struttura stessa delle aspettative a rendere quella vulnerabilità difficile da esprimere. Tutti sanno che è forte. Tutti contano sulla sua forza. E proprio per questo diventa sempre più difficile per lei dire che non ce la fa.

## Isabela e il mito del figlio perfetto

Se Luisa è chiamata a sostenere, **Isabela** è chiamata a rappresentare la [**perfezione**](https://www.psicologodibase.com/psicologia-e-territorio/324-perfezionismo-bambini-cause-effetti-soluzioni.html). Il suo dono consiste nel far sbocciare fiori perfetti e l'immagine che la famiglia costruisce intorno a lei segue la stessa logica: composta, elegante, impeccabile, sempre all'altezza delle aspettative. Nel sistema dei Madrigal, Isabela appare come il membro che non deve sbagliare.

La psicologia collega questa posizione al cosiddetto **golden child**, il figlio su cui la famiglia proietta la propria immagine ideale. È un ruolo che può sembrare privilegiato perché la persona riceve approvazione e viene presentata come esempio positivo. Ma l'approvazione ha un prezzo quando dipende dal mantenimento costante di quell'immagine.

Essere il figlio perfetto significa infatti avere poco spazio per l'imperfezione. Dubbi, desideri divergenti e scelte che non corrispondono alle aspettative familiari diventano più difficili da esprimere perché rischiano di incrinare il personaggio costruito intorno alla persona. Più il ruolo viene celebrato, più può diventare difficile uscirne.

Isabela lo mostra quando emerge che molte delle cose considerate naturali per lei non sono state realmente scelte. Persino ciò che crea con il proprio dono, i fiori perfetti, risponde all'immagine che gli altri si aspettano. La perfezione non è più soltanto una capacità; diventa una cornice dentro cui ogni comportamento deve rientrare.

Il passaggio più importante è proprio questo: ciò che viene percepito dall'esterno come privilegio può essere vissuto dall'interno come costrizione. Essere sempre "quella brava", "quella giusta" o "quella che non delude" può rendere difficile capire quali desideri appartengano davvero alla persona e quali siano stati modellati dalla necessità di non tradire le aspettative.

Nel film, la perfezione smette così di essere un dono nel momento in cui non può più essere scelta. Diventa una gabbia perché richiede continuità assoluta: non basta essere capace, bisogna continuare a essere esattamente l'immagine che il sistema familiare considera ideale.

Anche questo ruolo nasce dentro lo stesso **bisogno di sicurezza** che organizza l'intera famiglia. Se ciascuno deve contribuire al mantenimento del miracolo, Isabela contribuisce incarnando l'ordine e l'ideale familiare. La sua fatica emerge quando la persona reale comincia a chiedere spazio rispetto al personaggio perfetto.

## Bruno, il capro espiatorio: quando dire la verità ti rende "il problema"

Bruno occupa una posizione molto diversa da quella di Luisa e Isabela. Il suo dono gli permette di vedere il futuro, ma proprio questa capacità lo porta a diventare il membro scomodo della famiglia. Le sue visioni sono spesso associate a eventi spiacevoli e, invece di essere considerate informazioni difficili da accogliere, vengono progressivamente associate alla sua persona.

Il film mostra un meccanismo semplice e potente: Bruno non causa ciò che vede, ma finisce per essere trattato come se la sua presenza fosse legata all'arrivo dei problemi. È più facile allontanare il messaggero che restare davanti a ciò che il messaggio mette in luce. Da qui il collegamento [con il ruolo di capro espiatorio descritto dalla terapia familiare sistemica.](https://www.psicologodibase.com/sessualita-relazioni-e-dinamiche-familiari/563-ruolo-capro-espiatorio-coppia-famiglia-societa.html)

In un sistema familiare che fatica a riconoscere apertamente le proprie tensioni, il disagio può essere concentrato su un singolo membro. Quella persona viene identificata come "il problema" e diventa il punto su cui scaricare responsabilità che appartengono invece all'intero sistema. Talvolta è proprio chi rende visibile qualcosa di scomodo a finire in questa posizione.

Bruno rappresenta con particolare chiarezza questo paradosso. Le difficoltà che predice non dipendono da lui, eppure il fatto di nominarle o anticiparle rende la sua presenza sempre più difficile da tollerare. La famiglia può così continuare a proteggere l'immagine del proprio equilibrio concentrando il disagio su chi lo rende evidente.

Il capro espiatorio svolge quindi una funzione, anche se dolorosa. Se tutti possono convincersi che il problema sia una persona, diventa meno necessario interrogarsi sulle tensioni diffuse nel resto della famiglia. L'attenzione si restringe e il sistema conserva, almeno apparentemente, la propria organizzazione.

Nel caso dei Madrigal, il silenzio intorno a Bruno mostra quanto questa funzione possa diventare radicata. Non è soltanto assente: diventa qualcuno di cui non si parla. Il suo nome stesso richiama ciò che la famiglia vuole tenere fuori dal racconto ufficiale. Allontanare Bruno permette di non affrontare le crepe che le sue visioni hanno reso impossibili da ignorare.

La lettura sistemica non suggerisce quindi che Bruno sia semplicemente "incompreso". Il punto è più preciso: la sua posizione consente alla famiglia di localizzare il disagio in un solo membro, evitando di riconoscere quanto quel disagio appartenga al sistema nel suo insieme.

![Tavolo di legno in un laboratorio artigiano con la scritta incisa «Rete di legami»; sullo sfondo vasi di terracotta e attrezzi appesi](https://www.psicologodibase.com/images/articolo_19_ottobre_2.jpg)

## Mirabel: il paradosso di chi non ha un ruolo assegnato

Mirabel è l'unica nipote di Alma a non ricevere un dono. In una famiglia in cui ogni persona sembra definita dalla propria capacità speciale, questa assenza la colloca immediatamente in una posizione diversa. Non ha una funzione evidente da offrire e proprio per questo cresce con la sensazione di essere fuori posto rispetto agli altri.

È una condizione dolorosa perché il sistema familiare attribuisce un valore enorme all'utilità dei doni. Quando tutti hanno un compito riconoscibile e soltanto una persona ne è priva, è facile che quella differenza venga percepita come una mancanza. Mirabel vive quindi la propria posizione come uno scarto rispetto a ciò che la famiglia considera normale e desiderabile.

Eppure, è proprio questa mancanza di ruolo a renderla capace di osservare ciò che gli altri faticano a vedere. Luisa è impegnata a essere forte, Isabela a essere perfetta, Bruno è stato identificato come il problema. Mirabel, non essendo vincolata a un dono da trasformare in funzione, può guardare il sistema da una posizione relativamente esterna.

Le crepe della Casita diventano così anche la rappresentazione delle **crepe della struttura familiare**. Mirabel è quella che le vede e insiste sul fatto che esistano, anche quando gli altri preferirebbero continuare a credere che tutto sia sotto controllo. La sua posizione marginale, che all'inizio sembra soltanto una ferita, diventa il punto da cui è possibile riconoscere la fragilità dell'intero equilibrio.

Nella pratica clinica può accadere che la persona percepita come "diversa" o persino come "il problema", chiamata il [“paziente designato”](https://www.interattivamente.org/paziente-designato-psicoterapia-familiare-padova/), sia proprio **quella che vede con maggiore chiarezza** ciò che il sistema familiare fatica a riconoscere. Non perché possieda una verità assoluta, ma perché il suo posto meno integrato nei ruoli dominanti le consente di osservare le regole implicite con una distanza diversa.

Mirabel rappresenta quindi un paradosso importante. Soffre perché non appartiene pienamente al sistema dei doni, ma proprio questa esclusione la rende meno vincolata ai copioni che impediscono agli altri di cambiare. Non deve proteggere un'immagine di forza, perfezione o utilità. Può vedere la famiglia per come è realmente.

Il suo percorso mostra quanto possa essere destabilizzante, ma anche necessario, mettere in discussione la convinzione che l'amore e il valore dipendano dalla funzione ricoperta. Quando i ruoli diventano troppo rigidi, la persona che non vi rientra può costringere l'intero sistema a interrogarsi su ciò che tiene insieme davvero la famiglia.

## Quando il ruolo diventa più importante della persona

Luisa, Isabela, Bruno e Mirabel occupano posizioni diverse, ma il filo comune è lo stesso: il sistema familiare tende a vedere ciascuno attraverso una funzione. C'è chi deve sostenere, chi deve incarnare l'ideale, chi viene usato per concentrare il problema e chi, non rientrando nei ruoli disponibili, viene percepito come diverso.

Il punto critico non è avere caratteristiche riconoscibili all'interno della famiglia. In qualunque sistema relazionale le persone finiscono inevitabilmente per assumere compiti e abitudini differenti. La rigidità compare quando la funzione sembra non poter essere modificata e quando il legame con gli altri dipende, almeno nel vissuto della persona, dal continuare a svolgerla.

È in quel momento che il ruolo diventa pesante. La persona forte può sentirsi incapace di chiedere aiuto. Quella perfetta può temere di deludere mostrando un desiderio diverso. Il capro espiatorio può trovarsi a portare un disagio che non appartiene soltanto a lui. Chi resta fuori dal sistema dei ruoli può arrivare a pensare di valere meno proprio perché non dispone di una funzione facilmente riconoscibile.

Encanto rende questo processo particolarmente immediato perché trasforma le aspettative in magia. Il dono è visibile e nessuno può ignorarlo. Nelle famiglie reali, invece, i **copioni** sono spesso molto meno evidenti. Possono emergere attraverso frasi ripetute, richieste implicite, reazioni di approvazione o delusione, oppure attraverso la sensazione costante che comportarsi in un certo modo sia l'unica possibilità accettabile.

Il trauma della generazione precedente entra in questa dinamica non come una condanna automatica, ma come elemento che contribuisce a costruire il bisogno di controllo e sicurezza. Nel caso dei Madrigal, la perdita di Pedro e la fuga rendono comprensibile il terrore di Alma davanti alla possibilità che l'ordine si spezzi. Ma proprio il tentativo di impedire qualsiasi nuova perdita finisce per rendere sempre più difficile il movimento dei singoli membri.

Il film mostra così perché comprendere l'origine di un ruolo non significa necessariamente doverlo mantenere. Sapere che una rigidità è nata per proteggere la famiglia permette di leggerla con maggiore complessità, ma non cancella la fatica di chi continua a sostenerla quando quella funzione non corrisponde più ai propri bisogni.

Per chi è interessato invece a come le esperienze avverse in età precoce plasmino l'identità adulta, la nostra guida su [trauma infantile e attaccamento nelle relazioni adulte](https://www.psicologodibase.com/psicologia-e-territorio/411-trauma-infantile-attaccamento-relazioni-adulte.html) approfondisce meccanismi complementari a quelli raccontati qui.

**💬 Senti il peso di dover essere sempre la persona "forte" della famiglia?**
Non sei obbligato a portare tutto da solo. [Un percorso di mindfulness](https://www.psicologodibase.com/approcci-psicoterapeutici/mindfulness.html) può aiutarti a ritrovare un po' di serenità.

## Domande frequenti sul trauma transgenerazionale e i ruoli familiari in Encanto

### Cos'è la parentificazione, il tema legato al personaggio di Luisa?

La parentificazione si verifica quando un figlio assume troppo presto responsabilità che spetterebbero a un adulto, come sostenere economicamente la famiglia, mediare i conflitti tra i genitori o occuparsi dei fratelli più piccoli. Può portarlo a credere che il proprio valore dipenda da quanto riesce a fare per gli altri e a sentirsi in colpa quando è stanco o ha bisogno di aiuto.

### Cosa significa essere il capro espiatorio in una famiglia?

In una famiglia, il capro espiatorio è la persona su cui vengono concentrate le colpe o il disagio che appartengono al sistema familiare nel suo insieme. In Encanto, Bruno viene associato ai problemi perché annuncia eventi difficili, anche se non è lui a causarli. Concentrarsi su un solo membro può aiutare temporaneamente la famiglia a evitare di affrontare le proprie tensioni.

### Cos'è il fenomeno del golden child rappresentato da Isabela?

Il golden child, o figlio d'oro, è il figlio su cui la famiglia proietta la propria immagine ideale e dal quale si aspetta che sia sempre all'altezza. Anche se riceve approvazione e riconoscimento, può sentirsi obbligato a non sbagliare e a nascondere dubbi o desideri personali. Isabela rappresenta questo ruolo perché la perfezione attesa da lei diventa una costrizione quando non può scegliere liberamente come essere.

### Perché le famiglie tendono ad assegnare ruoli rigidi ai propri membri?

Le famiglie possono sviluppare ruoli rigidi nel tentativo di ritrovare sicurezza e prevedibilità dopo esperienze dolorose, come un lutto, una fuga forzata o gravi difficoltà economiche. Se ciascuno continua a svolgere il compito che gli è stato assegnato, il sistema può sembrare più stabile. Il problema nasce quando i ruoli non possono cambiare senza provocare paura, senso di colpa o conflitti.

### Come ci si accorge di essere intrappolati in un ruolo familiare imposto?

Si può essere intrappolati in un ruolo familiare quando si ha la sensazione che il proprio valore dipenda dal continuare a svolgere una funzione precisa, per esempio essere sempre forti, perfetti o disponibili. Altri segnali sono la difficoltà a esprimere bisogni diversi, mostrare stanchezza o chiedere aiuto. Il peso nasce soprattutto dalla paura di non essere accettati se si smette di interpretare quel ruolo.

### È possibile uscire da un ruolo familiare rigido senza rompere i legami con la propria famiglia?

Sì, è possibile provare a cambiare un ruolo familiare senza interrompere i rapporti, anche se il processo può richiedere tempo. Il primo passo è riconoscere il ruolo, comprenderne l'origine e sperimentare modi diversi di stare in relazione, dando spazio anche ai propri bisogni. Mettere in discussione una funzione non significa rifiutare la famiglia, ma separare il proprio valore dal compito svolto fino a quel momento.

### Perché Mirabel riesce a vedere le crepe della famiglia?

Mirabel riesce a osservare le difficoltà della famiglia Madrigal perché è l'unica nipote a non ricevere un dono e quindi non è legata a una funzione precisa come gli altri. Questa differenza la fa sentire esclusa, ma le consente anche di riconoscere più chiaramente le aspettative rigide e le fragilità che la famiglia fatica ad ammettere. La sua posizione diventa così un punto di osservazione sul funzionamento dell'intero sistema familiare.

![Dott.ssa Giulia Rinaldi](https://www.psicologodibase.com/images/2024/04/dottssa-giulia-rinaldi.png)

Autrice

Dott.ssa Giulia Rinaldi

Psicologa e Psicosessuologa

Dottoressa in Psicologia con Laurea Magistrale, iscritta all'albo degli psicologi della Sardegna con il n. 3796
