Ti è mai capitato di vedere un bambino agitato che si calma semplicemente accarezzando un cane? O un anziano che torna a sorridere mentre un gatto si accoccola sulle sue ginocchia?

Queste immagini, cariche di tenerezza, raccontano molto più di un semplice momento di interazione fra umani e animali. Ci mostrano il potere silenzioso e profondo della pet therapy, una pratica oggi sempre più diffusa e riconosciuta dalla comunità scientifica.

Ma cos’è la pet therapy? Davvero può aiutarti a stare meglio se soffri di ansia, depressione o ti senti emotivamente bloccato?

Magari anche tu hai provato un intimo senso di benessere quando tornando a casa dopo un’intensa giornata hai trovato il tuo animale domestico ad attenderti, ti ci sono bastati pochi minuti assieme per stare meglio.

Probabilmente non sai esattamente spiegarti il perché, ma la dott.ssa Marialuisa Primi ti guiderà alla scoperta dei benefici della pet therapy, spiegandoti come funziona, chi può trarne vantaggio, usi particolarmente efficaci (emblematico quello con l’autismo e i bambini) e perché gli animali aiutano davvero a gestire meglio le emozioni.

Che cos’è la pet therapy e qual è il suo ruolo nella psicologia?

La pet therapy (o anche interventi assistiti con animali, “IAA”) è un'attività strutturata in cui l’interazione con un animale, spesso un cane, ma anche cavalli, gatti, cavie o conigli, avviene in un contesto terapeutico, educativo o riabilitativo, guidato da professionisti qualificati (sia della salute e del benessere che esperti nel lavoro specifico con gli animali).

Si tratta di un approccio terapeutico preciso con un percorso delineato e con obiettivi specifici che variano a seconda dei casi.

La pet therapy costituisce una relazione terapeutica mediata dalla presenza dell’animale, che agisce come un ponte fra il paziente e il terapeuta, facilitando l’esplorazione di emozioni e comportamenti in modo sicuro e spontaneo. Può essere ad esempio strutturata e usata efficacemente nella riduzione dell’ansia, nel migliorare l’umore, la comunicazione o stimolare l’affettività.

Come nasce e si sviluppa la terapia con gli animali?

Le origini di questa specialità terapeutica risalgono agli anni ’60, quando lo psicologo infantile Boris Levinson notò che la semplice presenza del suo cane Jingles favoriva l’apertura comunicativa nei suoi piccoli pazienti coniando il termine "pet therapy".

A partire dagli anni ’80 e ’90, questa brillante intuizione si è evoluta in protocolli più strutturati, soprattutto negli Stati Uniti, in cui si iniziarono a formare operatori specializzati e a definire standard di qualità. La pratica da lì ha iniziato a diffondersi sempre più, trovando terreno fertile in ambito clinico, educativo e riabilitativo.

In Italia, la pet therapy si è affermata con maggiore struttura a partire dagli anni 2000, grazie anche alle linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali, che regolano modalità, figure professionali coinvolte e benessere degli animali.

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Come Funziona la Pet Therapy?

Un intervento di pet therapy richiede il lavoro sinergico di una équipe specifica di professionisti.

Chi sono i professionisti coinvolti nella pet therapy?

Le tre figure chiave coinvolte sono:

  • Uno psicologo o psicoterapeuta, responsabile della progettazione degli obiettivi terapeutici e dell’osservazione del paziente;
  • Un coadiutore dell’animale, esperto nel comportamento e nell’addestramento dell’animale utilizzato;
  • Un veterinario, che garantisce la salute e il benessere fisico dell’animale durante le attività.

Ognuno di loro ha ruoli e compiti precisi e agisce per garantire la serietà e l'efficacia dell'intervento che, è bene precisarlo, può essere effettuato esclusivamente da professionisti preparati.

L’interazione con dei cuccioli o gli animali in genere è qualcosa di naturale e quasi spontaneo, ma la pet therapy invece è una attività terapeutica vera e propria in cui ogni aspetto dell’intervento viene attentamente valutato e calibrato a seconda degli obiettivi della seduta.

Il lavoro coordinato di questa squadra multidisciplinare è quindi fondamentale per assicurare che la terapia sia non solo efficace, ma anche sicura e rispettosa del benessere di tutti i partecipanti, sia umani che animali.

Come si svolge una seduta tipo con un animale?

Una seduta di pet therapy può svolgersi in ambienti diversi: scuole, centri di riabilitazione, strutture sanitarie, studi psicologici, centri dedicati ad attività con animali (ad esempio un maneggio) o anche a domicilio. La durata è variabile, ma in genere si aggira tra i 30 e i 60 minuti.

Durante l’incontro le attività sono attentamente pianificate dallo psicologo e facilitate dal coadiutore dell'animale. Possono includere gesti come accarezzare, spazzolare, attività di gioco, camminare o persino leggere all'animale. L'animale, a sua volta, è specificamente addestrato per rispondere con calma e prevedibilità, fungendo da facilitatore non giudicante per l'interazione. Il ruolo del terapeuta è quello di osservare, guidare e interpretare le interazioni, aiutando la persona a elaborare le emozioni e a raggiungere gli obiettivi terapeutici. Ogni seduta ha sempre un obiettivo terapeutico definito, come stimolare il contatto, ridurre l'ansia o migliorare la comunicazione.

Vediamo insieme un esempio concreto di intervento con l’ausilio di un cane nel caso specifico di un bambino con ansia sociale.

Il cane entra in scena insieme al coadiutore. Il terapeuta può proporre attività ludiche o momenti di contatto fisico fra il bambino e il cane, come accarezzare l’animale, condurlo al guinzaglio o dargli dei comandi. Tutto questo è appositamente progettato per favorire la comunicazione, ridurre la tensione, e promuovere l’autostima del bambino.

Quali animali si usano nella pet therapy

La selezione degli animali nel lavoro di pet therapy non è casuale: si basa sulle loro caratteristiche intrinseche, sulla loro capacità di stabilire un legame con l'essere umano e sulla loro predisposizione all'addestramento per scopi terapeutici. Ogni specie offre un contributo unico al percorso di benessere.

Perché si usano cani, cavalli, gatti, conigli e asini?

La scelta degli animali da usare nella pet therapy si basa su quelle che sono le loro peculiarità e caratteristiche naturali. Vediamole nello specifico:

  • Cani: versatili ed empatici, rispondono al tono della voce umana e al linguaggio non verbale;
  • Cavalli: impiegati nella ippoterapia, favoriscono equilibrio psicofisico e consapevolezza corporea;
  • Gatti: utili per rilassamento, facilitano l’abbassamento e la regolazione del ritmo cardiaco e lavorano sul comfort emotivo;
  • Conigli e asini: perfetti per bambini e anziani grazie al carattere docile e alla dimensione maneggevole.

Ogni specie porta vantaggi diversi, per questo la scelta deve essere particolarmente accurata, ma tutte sono accomunate dalla forza di creare un ponte emozionale tra la persona e il mondo esterno grazie alla guida dei professionisti durante le sedute di pet therapy.

Come si sceglie l’animale giusto per il paziente e gli obiettivi terapeutici

La scelta dell'animale giusto pet therapy è un processo meticoloso, che tiene conto di molteplici fattori per massimizzare l'efficacia terapeutica e garantire la sicurezza.

I fattori che influenzano questa scelta includono:

  • L'età della persona: Un bambino potrebbe beneficiare di un animale più piccolo e docile, come un coniglio, mentre un adulto potrebbe interagire più profondamente con un cane o un cavallo.  
  • Le sue esigenze specifiche: Per un individuo che lotta con l'ansia, un gatto calmo e rassicurante potrebbe essere ideale. Per stimolare l'interazione in un bambino con autismo, un cane giocoso e responsivo potrebbe essere più efficace.
  • La sensibilità e il temperamento dell'animale: Non tutti gli animali, anche della stessa specie, sono adatti alla terapia. Fra le caratteristiche imprescindibili gli animali scelti devono avere un carattere calmo, tollerante, reazioni prevedibili e una predisposizione naturale all'interazione umana. Gli animali destinati alla pet therapy vengono sottoposti a un rigoroso addestramento specifico e a valutazioni comportamentali per assicurare la loro compatibilità con l'ambiente terapeutico e la loro capacità di gestire diverse situazioni.

Non esiste dunque un animale "migliore" in assoluto, ma solo quello più adatto a una specifica persona e ai suoi obiettivi, per questo la scelta del proprio percorso di pet therapy deve essere sempre fatta valutando assieme agli esperti ogni singolo caso.

Si tratta di un processo che combina l’abbinamento tra persona e animale, la formazione specialistica dello psicologo e la supervisione veterinaria, tutti elementi imprescindibili per la natura personalizzata e attenta alla sicurezza dei trattamenti di pet therapy.

Chi può fare pet therapy e quali benefici porta?

La pet therapy viene utilizzata con successo in molteplici casi e target specifici. Vediamoli singolarmente in maniera approfondita con relative applicazioni e benefici.

La pet therapy è utile per bambini con autismo?

Molti bambini nello spettro autistico trovano nel contatto con gli animali un canale di comunicazione più immediato rispetto alle parole.

Alcuni dei benefici rilevati sono:

  • Riduzione dell’ansia e dei comportamenti ripetitivi: la presenza calma e rassicurante dell'animale può abbassare i livelli di stress e ansia, creando un ambiente più sereno per l'apprendimento e l'interazione;
  • Miglioramento della comunicazione non verbale e del contatto visivo: gli animali rispondono a segnali non verbali, incoraggiando i bambini a esprimersi attraverso gesti, tocco e contatto visivo, aspetti spesso difficili per loro;
  • Stimolazione dell’attenzione e regolazione emotiva attraverso routine strutturate.

Ad esempio, un cane addestrato può seguire sequenze di gioco che inducono progressivamente il bambino a cooperative tasks (quindi attività di cooperazione fra il bambino e il cane durante le attività ludiche), favorendo naturalmente fiducia e autonomia e apertura verso l’altro. E questo è solo un esempio degli utilizzi possibili della pet therapy nei casi di autismo di bambini e ragazzi e delle potenzialità supportive e terapeutiche completamente naturali di questa forma di interazione coordinata da professionisti specializzati.

Può aiutare adulti con ansia o depressione?

La pet therapy non sostituisce un percorso di psicoterapia o un trattamento farmacologico, ma può fungere da alleato e complemento efficace nei percorsi di gestione dell'ansia e per la cura della depressione. Per molti adulti che vivono stress cronico o legato al lavoro, apatia, depressione lieve-moderata o ansia generalizzata, la pet therapy offre un'oasi di calma e connessione, un rifugio non giudicante in cui ritrovare equilibrio.

I benefici specifici dell’inclusione della pet therapy in questi casi sono:

  • Diminuzione del senso di solitudine: Gli animali offrono compagnia incondizionata, riempiendo un vuoto emotivo e fornendo un senso di connessione.  
  • Regolazione emotiva: L'interazione con gli animali può ridurre i livelli di ormoni dello stress (cortisolo) e aumentare quelli legati al benessere (ossitocina), promuovendo un maggiore equilibrio emotivo.  
  • Stimolazione della motivazione: Prendersi cura o interagire con un animale può fornire un nuovo scopo, incoraggiando l'individuo a uscire dall'apatia e a impegnarsi con il mondo esterno.

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In che modo la pet therapy è efficace per anziani o persone sole?

Per anziani e persone che vivono in solitudine, gli animali rappresentano un faro di calore e connessione, contrastando l'isolamento emotivo e stimolando la vitalità. In una fase della vita in cui la socialità può diminuire e la solitudine può farsi sentire, la presenza di un animale può riaccendere la scintilla dell'interazione e dell'affettività.

Gli animali d’affezione infatti aiutano a:

  • Rompere l'isolamento emotivo: Offrono compagnia costante e una ragione per interagire, sia con l'animale stesso che con gli operatori e, indirettamente, con gli altri.  
  • Stimolare la memoria e la presenza mentale: Ricordare il nome dell'animale, le sue abitudini o le interazioni passate può attivare funzioni cognitive e aiutare a mantenere la mente attiva e presente.  
  • Favorire l'affettività e il contatto fisico: Il semplice atto di accarezzare o tenere in braccio un animale fornisce un tocco fisico confortante e stimola l'espressione di affetto, un bisogno umano fondamentale che spesso viene trascurato nella terza età.

Proprio per questo la pet therapy trova spesso applicazione in contesti come le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), i centri diurni per anziani, e in alcuni casi, anche attraverso interventi domiciliari. La capacità dell'animale di riattivare gli istinti di accudimento e di fornire un punto focale tangibile per l'affetto è particolarmente potente. Questo senso di essere necessari è un potente antidoto all'apatia e alla depressione, migliorando significativamente la qualità della vita.

Sei anziano o ti prendi cura di qualcuno che lo è?

La pet therapy può ridurre l'isolamento e migliorare la qualità della vita soprattutto se abbinata a un supporto psicologico per risultati duraturi.

È adatta anche per persone con disabilità o disturbi cognitivi?

La pet therapy è un prezioso strumento anche per persone con disabilità intellettiva lieve e moderata, sindrome di Down, Alzheimer e demenza senile o malattie neurodegenerative, offrendo un supporto unico e non verbale. In questi casi in cui le interazioni complesse possono essere difficili lavorare con gli animali offre una relazione più semplice e diretta.

Gli animali possono:

  • Ridurre l'irritabilità: La loro presenza calma e la prevedibile può aiutare a diminuire stati di agitazione e frustrazione, fornendo un punto di riferimento rassicurante.  
  • Aumentare l'engagement: con la loro capacità innata di catturare l'attenzione e di motivare la partecipazione in attività, anche in persone che altrimenti sarebbero apatiche o ritrose.  
  • Migliorare la qualità della vita: Fornendo una fonte di connessione, gioia e stimolazione sensoriale, contribuiscono a un benessere generale e a un senso di dignità, anche in presenza di sfide cognitive significative.

Quali sono i benefici emotivi generali della pet therapy (stress, umore, empatia)?

Al di là delle specifiche condizioni, la pet therapy offre un ventaglio di benefici emotivi e psicologici trasversali, capaci di migliorare la vita di chiunque si apra a questa esperienza. Questi effetti positivi sono il cuore del potere curativo della relazione uomo-animale.  

I principali benefici riscontrati nell’applicazione della pet therapy includono:

  • Riduzione dello stress e del cortisolo: L'interazione con gli animali abbassa i livelli di ormoni dello stress e la pressione sanguigna, inducendo un naturale stato di rilassamento.  
  • Aumento dell'empatia e della connessione sociale: Gli animali, con la loro capacità di risposta e la loro vulnerabilità, insegnano l'empatia e possono facilitare le interazioni sociali tra gli esseri umani.
  • Miglioramento dell'umore: La gioia e l'affetto incondizionato che gli animali offrono possono elevare significativamente il tono dell’umore e combattere sentimenti di tristezza o apatia.  

La chiave dell’efficacia della pet therapy risiede anche nella naturale capacità degli animali di sperimentare un'accettazione incondizionata e un "rispecchiamento" non verbale che crea una sicurezza psicologica unica per favorire l'espressione emotiva e la regolazione fisiologica.

La pet therapy non sostituisce la psicoterapia, ma la potenzia. Se cerchi un modo diverso per elaborare le emozioni e superare blocchi emotivi, contatta un professionista e valuta un percorso integrato

La pet therapy può integrarsi con la psicoterapia?

La pet therapy è spesso complementare a percorsi psicoterapeutici tradizionali, in particolare in casi come:

  • Un blocco comunicativo o resistenza alla terapia verbale;
  • Supporto di bambini e adolescenti con difficoltà relazionali;
  • Per potenziare l’efficacia del trattamento in adulti con reticenze verso il setting tradizionale.

Non sostituisce la psicoterapia, ma ne arricchisce l’approccio, offrendo nuove vie di accesso alle emozioni in cui l'animale agisce come catalizzatore non minaccioso per la comunicazione e l'elaborazione emotiva.

La sua presenza non verbale e l'accettazione incondizionata riducono la pressione associata all'interazione terapeutica diretta. L'animale collabora col terapeuta, facilitando il rapporto e l'engagement a percorso, e permettendo al terapeuta umano di osservare e guidare le interazioni in un modo che non sarebbe immaginabile solo con il dialogo.

La pet therapy è scientificamente efficace?

Numerosi studi clinici e revisioni sistematiche hanno iniziato a mettere in luce i meccanismi e l'efficacia degli interventi di pet therapy, dimostrando che i benefici non sono solo aneddotici, ma misurabili e con un impatto importante sull’attività terapeutica.

Cosa dicono gli studi clinici sulla pet therapy

I principali risultati ed effetti benefici emersi dalla ricerca scientifica sono:

  • Riduzione della pressione sanguigna e del cortisolo: Molti studi hanno evidenziato una diminuzione dei marcatori fisiologici dello stress, come la pressione arteriosa e i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress), durante e dopo l'interazione con gli animali.  
  • Miglioramento della motivazione e dell'umore: I partecipanti agli interventi di pet therapy spesso riportano un aumento dell'engagement nelle attività e un miglioramento significativo del loro stato d'animo, con una riduzione dei sintomi di depressione e apatia.  
  • Supporto nei disturbi d'ansia e nei bambini con autismo: Sono stati osservati miglioramenti specifici nella gestione dei sintomi d'ansia e nelle capacità di comunicazione sociale, in particolare nei bambini nello spettro autistico, dove l'animale funge da facilitatore unico.

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Cosa accade nel cervello durante l’interazione con un animale?

Quando interagiamo con un animale, il nostro cervello attiva circuiti molto specifici legati alla cura, alla sicurezza e all’empatia.

Il contatto fisico stimola il rilascio di ossitocina, l’ormone dell’attaccamento, e riduce i livelli di cortisolo (correlato allo stress) producendo un maggiore stato di benessere. Allo stesso tempo, si attivano le aree cerebrali coinvolte nella connessione emotiva.

Si tratta quindi di una risposta biologica profonda e complessa che rende l’interazione con l’animale una vera esperienza terapeutica.

Limiti, rischi o falsi miti da sfatare

È importante considerare alcuni aspetti critici:

  • La pet therapy non è adatta a tutti: allergie, avversioni o paure verso gli animali possono ostacolare il percorso;
  • Richiede animali addestrati e personale qualificato per garantire la sicurezza a tutte le parti coinvolte.
  • Non deve e non può sostituire un trattamento clinico necessario, ma integrarlo.
  • Falso mito da sfatare: non basta, per esempio, accarezzare un gatto a casa o in un giardino per avere gli stessi effetti di una seduta professionale in cui, come abbiamo in precedenza approfondito, ogni attività è meticolosamente programmata per uno scopo e seguita da esperti sia della salute umana che animale.

Dove fare pet therapy in Italia e come iniziare?

Se senti che la pet therapy risuona come percorso utile per te o per una persona a te cara, il primo passo è sapere dove cercare professionisti qualificati. Il panorama delle attività in Italia che abbracciano questo tipo di approccio terapeutico è in crescita e si sta strutturando sempre più.

Dove trovare centri o psicologi che offrono pet therapy in Italia?

Per individuare un servizio affidabile puoi:

  • Cercare centri specializzati o associazioni riconosciute che si occupano di animali e anche del loro impiego terapeutico.
  • Verificare sui siti degli ordini professionali delle categorie di riferimento: Ordine degli Psicologi e Ordine dei Veterinari.
  • Effettuare una ricerca locale su Google digitando parole chiave come: “psicologo pet therapy Milano”, “psicologo con cane Torino” o “centro pet therapy Bari”.
  • Se hai già avviato un percorso psicoterapeutico puoi parlarne con il tuo terapeuta che saprà indicarti l’implementazione di pet therapy più indicata nel tuo caso.

Quanto costa la pet therapy? È coperta dal Servizio Sanitario Nazionale?

I costi variano in base a:

  • Tipologia di seduta (individuale o di gruppo).
  • Location (centro privato o progetto pubblico).
  • Durata e frequenza degli incontri.

In Italia alcuni progetti di pet therapy sono finanziati da enti locali o inseriti in programmi ospedalieri, ma la copertura del SSN non è ancora uniforme. Il primo passo che puoi fare è informarti presso la tua ASL o Regione di riferimento.

Pet Therapy un percorso ricco di piccole e grandi conquiste

La pet therapy è un intervento serio e come abbiamo visto scientificamente validato, basato sulla relazione mediata tra persona e animale.

Grazie a professionisti qualificati e animali addestrati, può offrire un sostegno concreto in molti ambiti: dall’autismo infantile all’ansia dell’adulto, dalla solitudine degli anziani alla stimolazione cognitiva in caso di demenza.

Se senti che un animale potrebbe aiutare te o i tuoi cari in difficoltà a ritrovare equilibrio emotivo, parlane con un professionista della salute come uno psicologo o un medico: potrebbe essere l’inizio di un percorso sorprendente e ricco di piccole, grandi conquiste.

Hai un bambino con autismo o difficoltà comunicative?

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Domande frequenti sulla Pet Therapy

La pet therapy può essere utile anche in smart working o per chi vive molto stress lavorativo?

Sì, la pet therapy aiuta a ridurre lo stress da lavoro e a migliorare concentrazione ed equilibrio emotivo, favorendo benessere anche in chi lavora in smart working.

Esistono controindicazioni o casi in cui la pet therapy non è consigliata?

La pet therapy non è indicata per persone con allergie, fobie verso gli animali o condizioni cliniche che richiedono interventi medici specifici.

Come prepararsi a una seduta di pet therapy: cosa aspettarsi al primo incontro?

Al primo incontro si valutano obiettivi e bisogni del paziente. Le attività con l’animale vengono introdotte gradualmente per favorire fiducia e rilassamento.

In che modo la pet therapy può supportare un percorso di psicoterapia tradizionale?

La pet therapy potenzia la psicoterapia facilitando l’espressione emotiva, riducendo resistenze e creando un clima più sereno per il lavoro psicologico.

La pet therapy può aiutare nelle relazioni sociali e nell’empatia?

Sì, la relazione con l’animale stimola empatia, comunicazione e apertura verso gli altri, migliorando le capacità relazionali.

Qual è la differenza tra pet therapy individuale e di gruppo?

La pet therapy individuale lavora su obiettivi personali, mentre quella di gruppo favorisce socializzazione, collaborazione e dinamiche relazionali condivise.

Quanto dura in media un percorso di pet therapy e quali risultati si possono realisticamente aspettare?

Un percorso dura in media da poche settimane a diversi mesi. I risultati attesi sono riduzione di ansia e stress, miglioramento dell’umore e maggiore benessere emotivo.

La Pet Therapy aiuta a gestire le emozioni proprio lì dove ci blocchiamo: nel chiedere e accettare aiuto.

Animali ed emozioni si incontrano nella Pet Therapy: il supporto psicologico può accompagnarti, in studio o a distanza.