- Cosa succede davvero quando vai in pensione? Tra cambiamenti pratici ed emotivi.
- Come riconoscere il disagio dopo la pensione e quando serve aiuto psicologico?
- Come sentirsi ancora utili e realizzati dopo la pensione?
- Come trasformare la pensione in un nuovo inizio?
- FAQ
- Il vero ostacolo non è la fine del lavoro, ma sentirsi inutili: riscoprire il proprio valore è il primo passo.
Stai attraversando un momento difficile dopo aver lasciato il lavoro? Magari perché ti senti inutile dopo la pensione? Un momento di crisi post pensionamento è molto più comune di quanto si pensi, eppure se ne parla poco. Molte persone vivono in silenzio una sensazione di vuoto e smarrimento che può durare anche per lungo tempo. La depressione colpisce circa il 30% delle persone che smettono di lavorare sviluppa una depressione post-pensionamento, ma la buona notizia è che esistono modi concreti per superare questo periodo e ritrovare il senso di utilità. In questo articolo porterò alla tua attenzione alcune strategie validate dalla psicologia per trasformare il momento della pensione in un’opportunità di rinascita personale.
Cosa succede davvero quando vai in pensione? Tra cambiamenti pratici ed emotivi.
Perché è normale vivere una crisi silenziosa dopo il lavoro.
Quando smetti di lavorare, il tuo mondo cambia improvvisamente. Non è solo una questione pratica, è uno shock emotivo inaspettato di cui si parla davvero poco. Dopo anni di sveglie, scadenze e responsabilità, ti ritrovi con giornate vuote e la percezione di inutilità può essere davvero devastante. Molte persone in pensione raccontano di sentirsi come "trasparenti", una sensazione che fa parte di una fase di transizione fisiologica che attraversa la maggior parte dei pensionati. La crisi dopo la pensione nasce dal fatto che, improvvisamente, si perdono tre elementi fondamentali: la struttura quotidiana, il senso di utilità sociale e l'identità professionale, costruiti in una vita di lavoro.
Come il pensionamento cambia la tua identità e la vita quotidiana.
Per anni ti sei presentato dicendo "sono un insegnante", "faccio l'impiegato" o "lavoro in fabbrica". Il lavoro non era solo quello che facevi, era una parte importante di chi eri. Quando questa identità scompare, può nascere una vera e propria crisi esistenziale. Infatti, pensionamento e identità personale sono strettamente collegati. Senza il ruolo professionale, molte persone si sentono smarrite, come se avessero perso una bussola fondamentale. Il sociologo italiano Franco Ferrarotti ha descritto questo fenomeno come "perdita del sé sociale" che si instaura quando viene meno il riconoscimento dato dal mondo del lavoro.
Non solo. Anche i ritmi quotidiani cambiano radicalmente, non avendo più orari fissi, colleghi con cui interagire e obiettivi da raggiungere. Questa libertà, paradossalmente, spesso genera ansia e disorientamento. Trovare un nuovo scopo nella terza età diventa quindi essenziale per il benessere psicologico.
Perché la mancanza di routine può generare smarrimento?
Nonostante la parola routine possa evocare sensazioni di noia e di ripetitività senza scopo, in realtà è una preziosa alleata per il benessere psicofisico, una struttura mentale che ci aiuta a dare senso al tempo e alle giornate. Senza impegni fissi, le giornate possono apparire infinite e vuote. Svegliarsi può diventare traumatico, si inizia a pranzare presto perché non ci sono scadenze da rispettare. Si genera così un vuoto temporale che può originare ansia, a volte un sottile senso di angoscia e di crescente inutilità. La mancanza di routine influisce anche sul sonno, sull'appetito e sull'umore ed è per questo motivo che è fondamentale imparare a rimanere attivi in pensione, con impegni che mirino non solo a riempiere un vuoto, ma a dare un nuovo significato alle giornate. Molti ex-lavoratori sperimentano un senso di vuoto quando cambiano ruolo nella società: come evidenziato dall’APA, mantenere un coinvolgimento attivo (lavorativo o volontario) aiuta a prevenire depressione e declino cognitivo» (APA Monitor)
Ti senti confuso, inutile o senza più uno scopo dopo la pensione?
Parlare con uno psicologo può aiutarti a vedere nuove possibilità.
Come riconoscere il disagio dopo la pensione e quando serve aiuto psicologico?
Quali sono i sintomi da non ignorare: apatia, noia, tristezza, ansia.
La tristezza iniziale dopo la pensione è normale, ma alcuni sintomi meritano attenzione particolare. I sintomi più frequenti dopo la pensione includono apatia persistente, perdita di interesse per attività che prima piacevano, disturbi del sonno e dell'appetito (scopri di più sull'importanza del sonno per il benessere). Ci si può ritrovare a rimanere in pigiama tutto il giorno, a evitare le persone, a provare un senso costante di vuoto. In questi casi, è meglio approfondire la situazione con l’aiuto di un professionista. Altri segnali importanti sono l'irritabilità, l’ansia, specialmente la mattina, la difficoltà a concentrarsi anche su cose semplici e quella sensazione che può essere descritta con questa frase: “Che senso ha alzarmi dal letto stamattina?”. La depressione post pensionamento può manifestarsi anche con sintomi fisici, come mal di testa frequenti, dolori muscolari senza causa apparente, stanchezza costante che riflettono un disagio emotivo profondo che merita attenzione. Per approfondire, leggi anche "Quando il pensionamento diventa patologico".
Come capire se è una crisi temporanea o depressione?
La differenza principale tra un momento di crisi temporanea e un inizio di depressione sta nella durata e nell'intensità. Una crisi temporanea migliora gradualmente nell'arco di qualche mese, specialmente quando si inizia a costruire una nuova routine. I sintomi collegabili alla depressione, invece, tendono a peggiorare o a rimanere stabili nel tempo. Volendo dare un tempo indicativo, anche se è difficile perché può variare da persona a persona, si può dire che se dopo sei mesi dalla pensione ci si sente senti ancora profondamente tristi, senza energia, senza scopo e con sensi di colpa immotivati, allora potrebbe trattarsi di depressione, una problematica da cui si può uscire, ma che va affrontata con l’aiuto di uno specialista.
In quali casi è utile parlare con uno psicologo?
Chiedere supporto psicologico non significa essere deboli o incapaci di trovare soluzioni da soli, bensì vuol dire prendersi cura di sé con intelligenza. Anche nella terza età, un supporto psicologico può aiutare a trovare nuove motivazioni ed individuare strategie concrete per gestire questo passaggio di vita. Anche un percorso psicoterapico nella terza età può essere vivificante e aprire nuove possibilità che prima non si aveva avuto il tempo di esplorare. È sempre meglio non perdere tempo prezioso e consultare uno psicologo quando il disagio interferisce significativamente con la quotidianità. Come sottolinea la psicologa italiana Anna Oliverio Ferraris, "la terapia nell'età adulta può aprire nuove prospettive proprio quando sembra che tutto sia già definito".
Per approfondire questo tema, puoi leggere l'articolo “Quando il pensionamento diventa patologico”.
Come sentirsi ancora utili e realizzati dopo la pensione?
Come costruire una routine piena di significato?
Rimanere attivi in pensione inizia dalla costruzione di una nuova routine quotidiana. Non deve essere rigida come quella lavorativa, ma deve dare una struttura e un senso di direzione. Si può iniziare con piccoli impegni fissi, come alzarsi alla stessa ora e fare una passeggiata mattutina, un’attività che si può agevolmente associare a una pratica di mindfulness, come la camminata consapevole. Una nuova routine efficace dopo la pensione può includere attività fisiche, mentali e sociali. L'importante è alternare periodi più attivi al riposo, spazi di solitudine a momenti più sociali, attività impegnative a momenti di svago. Come detto, non si tratta di riempire le giornate, bensì di consapevolizzare quei bisogni che non si sono potuti soddisfare pienamente durante il ciclo lavorativo e di farne emergere di nuovi.
Perché il volontariato ti aiuta a sentirti ancora parte di qualcosa?
Il volontariato è uno dei modi più efficaci per sentirsi utili dopo la pensione. Quando aiuti gli altri, riscopri il tuo valore e la tua capacità di fare la differenza. Si può dire che fare volontariato non è solo una giusta forma di altruismo, ma può essere visto anche come un investimento per il benessere psicologico personale, perché restituisce il senso di utilità sociale, permettendoti di conoscere persone con i tuoi stessi valori e di sentirti parte di una comunità attiva.
Quali passioni puoi riscoprire o sviluppare da zero?
La pensione può essere il momento giusto per riscoprire passioni accantonate o per svilupparne di nuove, dando spazio a parti di te che il lavoro aveva messo in secondo piano. Le passioni, in pensione, non devono essere “troppo professionali”: l’obiettivo è quello di stare bene, di attivare energie, di instaurare nuovi rapporti personali. Occorre mantenere la mente aperta e darsi la possibilità di sperimentare, senza giudizio, concedendosi il piacere di stupirsi e, magari, di imparare cose nuove.
Come mantenere la mente attiva con nuovi obiettivi?
Mantenere la mente attiva in pensione è fondamentale per il benessere cognitivo ed emotivo. Pertanto, occorre definire obiettivi intellettualmente stimolanti come, ad esempio, leggere un libro al mese, imparare una lingua straniera o frequentare un corso universitario per la terza età. Gli obiettivi, però, non devono essere troppo ambiziosi, ma realistici e gratificanti. Ogni nuovo apprendimento mantiene il cervello elastico, allontana il decadimento cognitivo e dà un senso di soddisfazione interiore che si traduce in benessere in senso ampio.
In che modo le relazioni sociali migliorano il tuo benessere?
La solitudine nella terza età è un rischio concreto che può aggravare la crisi post-pensionamento. Le relazioni dopo la pensione diventano ancora più preziose perché offrono maggiori stimoli, occasioni di confronto e senso di appartenenza. Se i rapporti erano buoni, può essere importante mantenere contatti regolari con ex colleghi, coltivare le amicizie storiche e non aver paura di costruirne di nuove. Un’altra possibilità è quella di partecipare a incontri su temi che interessano, iscriversi ad associazioni culturali o a circoli ricreativi. Infine, anche una semplice chiacchierata al bar può fare la differenza sull’umore della giornata. Per comprendere meglio come questa fase non debba essere vissuta con eccessivo disagio, ma con consapevolezza, come un naturale passaggio tra diversi momenti dell’esistenza puoi leggere questo articolo sul ciclo vitale della famiglia.
Come trasformare la pensione in un nuovo inizio?
La pensione non è la fine di qualcosa, ma può essere l'inizio di una nuova fase, ricca di significato. Dopo una vita dedicata prevalentemente agli altri - famiglia, lavoro, responsabilità - hai finalmente l'opportunità di chiederti: "Cosa voglio davvero per me?" Questo nuovo inizio dopo la pensione richiede una certa dose di coraggio, ma anche gentilezza e pazienza verso sé stessi. Non devi dimostrare nulla a nessuno, ma puoi ancora scoprire molto. Chi sei oggi non dipende solo da quello che hai fatto, ma anche da ciò che puoi ancora diventare. Dare un senso alla pensione significa, infatti, trovare un nuovo scopo nella terza età che rispecchi i tuoi valori autentici: forse è il momento di dedicarti alla famiglia in modo diverso, di avvicinarti alla spiritualità, di riprendere a studiare, di viaggiare oppure, semplicemente, di godere la vita con una lentezza inusuale.
Trovare un nuovo scopo nella terza età non è un obbligo, ma può essere un'opportunità. La vita dopo la pensione può essere un tempo per crescere, non solo per invecchiare. Se in questa fase ti senti bloccato o confuso, anche solo parlarne con uno psicologo può aiutarti a vedere nuove prospettive, a rimettere in moto energie sopite ed individuare nuovi obiettivi.
Un piccolo consiglio: cosa potresti fare, anche solo per dieci minuti al giorno, per sentirti più vivo?
Se però senti che il periodo di transizione sta diventando troppo lungo e pesante e le energie si stanno esaurendo in una staticità che non ti appartiene, allora è tempo di chiedere un sostegno. il gruppo di psicologodibase.it offre consulenze online personalizzate per aiutarti a focalizzare meglio la tua problematica e mettere in campo le risorse necessarie per superare con successo anche un passaggio delicato come quello del pensionamento.
Le tue giornate sembrano tutte uguali e fai fatica a riempirle di senso?
Anche con pochi colloqui puoi imparare a costruire una nuova routine su misura per te.
FAQ
È normale sentirsi depressi dopo la pensione?
Sì, è assolutamente normale. Come anticipato, circa il 30% delle persone attraversa un periodo di difficoltà emotiva dopo la pensione. È una fase di transizione che richiede tempo per essere elaborata, ma con gli strumenti giusti si può superare.
Quanto dura la crisi post-pensionamento?
La durata varia da persona a persona. Generalmente, la fase più acuta dura dai 3 ai 6 mesi, ma il processo di adattamento completo può richiedere anche 1-2 anni. L'importante è non rimanere passivi e cercare attivamente nuovi equilibri.
Come posso trovare motivazione per alzarmi la mattina?
Puoi iniziare, ad esempio, creando piccole routine piacevoli, come preparare con calma la colazione o leggere il giornale. E poi, puoi pianificare un'attività significativa per te al giorno, anche piccola. La motivazione spesso nasce dall'azione, non il contrario.
Il volontariato è davvero così importante in pensione?
Il volontariato può essere molto utile, anche se non è l'unica soluzione. L'importante è trovare attività che ti diano senso di utilità e connessione sociale. Può essere volontariato, ma anche altri hobby appassionanti, cura dei nipoti o qualsiasi altra occupazione che ti faccia sentire utile e importante.
Bibliografia
- Ferrarotti, F. (2012). La sociologia dell'invecchiamento. Laterza, Bari.
- Oliverio Ferraris, A. (2018). Psicologia dell'età adulta. Il Mulino, Bologna.


































