- Cosa sono i disturbi specifici dell’apprendimento?
- Come riconoscere i segnali di un disturbo dell’apprendimento?
- Il ruolo della famiglia e della scuola nel supporto ai bambini con disturbi dell’apprendimento
- Metodi e strumenti per favorire l’apprendimento
- Il vero successo è costruire fiducia in sé stessi
- FAQ – Domande frequenti sui disturbi specifici dell’apprendimento
- Le difficoltà di apprendimento non devono ostacolare il percorso di crescita di un bambino: con il giusto supporto educativo e psicologico, ogni bambino con DSA può scoprire il proprio metodo, rafforzare l’autostima e valorizzare le sue potenzialità.
Immagina per alcuni istanti di essere un bambino di otto anni. Sei in classe seduto al tuo banco, il maestro ti chiede di leggere ad alta voce. Tu a quel punto guardi il libro, ma le lettere sembrano spostarsi, confondersi tra loro. Leggi a fatica, con difficoltà, ti ingarbugli. Gli altri bambini però, i tuoi compagni di classe, leggono con scioltezza, mentre tu fatichi a decifrare anche una semplice frase. Il cuore accelera, la gola si stringe. Ti senti diverso, inadeguato, frustrato.
L’evento purtroppo è destinato a ripetersi, non solo a scuola ma anche in altre situazioni e contesti. Resti così bloccato in quei momenti di difficoltà, non sai che fare e vorresti solo uscirne, avere il supporto di quelle che sono le tue figure di riferimento, come la famiglia e gli insegnanti, che però non sempre sono pronti ad accogliere tempestivamente e adeguatamente la richiesta di aiuto.
È facile a questo punto, anche tornando a rivestire i panni del lettore di adulto, immaginare come per molti bambini con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), questa ed altre scene (a seconda della problematica specifica) diventino col tempo una parte pesante della realtà quotidiana. Dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia non sono solo difficoltà scolastiche, ma condizioni che influenzano profondamente la sicurezza in sé stessi, le emozioni e la motivazione. Questo aspetto è inevitabilmente destinato ad impattare significativamente sul benessere generale dei bambini non soltanto sui loro risultati scolastici.
Ma come possono gli adulti aiutarli a non sentirsi sbagliati e a sviluppare fiducia nelle loro capacità?
In questo articolo esploreremo i segnali da riconoscere, il ruolo della famiglia e della scuola, le strategie pratiche per favorire l’apprendimento e il benessere emotivo.
Cosa sono i disturbi specifici dell’apprendimento?
I disturbi specifici dell’apprendimento sono difficoltà neurobiologiche che compromettono alcune abilità scolastiche, come la lettura, la scrittura e il calcolo. Non dipendono dall’intelligenza o dalla motivazione del bambino, ma dal modo in cui il cervello elabora e organizza le informazioni.
Tipologie di DSA
Per comprendere meglio le sfaccettature dei DSA è importante soffermarsi su quelli che sono gli elementi caratterizzanti i singoli disturbi specifici dell’apprendimento:
- Dislessia → difficoltà nella lettura fluida e nella comprensione dei testi.
- Disortografia → errori frequenti nell'ortografia e difficoltà a scrivere correttamente le parole.
- Disgrafia → difficoltà nella scrittura manuale, con lettere poco leggibili e lentezza nella scrittura.
- Discalculia → problemi legati alla comprensione e gestione dei numeri, nelle operazioni matematiche e nel riconoscimento delle quantità.
Se desideri approfondire la conoscenza di ciascun disturbo e delle relative raccomandazioni cliniche e scolastiche puoi consultare il nostro approfondimento sui DSA e le linee guida del Ministero dell'Istruzione.
È importante precisare che i disturbi specifici dell'apprendimento possono manifestarsi singolarmente oppure in comorbidità tra loro o con altri deficit dello sviluppo (ADHD, disturbo dello spettro autistico, disturbi del linguaggio ecc…) dunque lo stesso bambino può presentare anche due o più problematiche contemporaneamente.
La presenza di più disturbi è un aspetto comune e significativo nei DSA, determinante per individuare i tipi intervento più efficaci per ogni singolo caso.
Ogni bambino con disturbo dell’apprendimento ha quindi un profilo unico, con punti di forza e difficoltà diverse, per questo è necessario sempre impostare approcci mirati e specifici.
La scelta da parte della famiglia e della scuola di accostare al loro supporto quello di figure professionali specifiche, come uno psicologo specializzato in DSA e disturbi evolutivi può avere un impatto significativo sull’efficacia degli interventi adottati.
Tuo figlio si sente frustrato e inadeguato a scuola?
Le difficoltà scolastiche non riguardano solo il rendimento, ma anche l’autostima e il benessere emotivo. Se tuo figlio vive la scuola con ansia e frustrazione, è il momento di intervenire per aiutarlo a ritrovare fiducia in sé stesso.
Come riconoscere i segnali di un disturbo dell’apprendimento?
Un bambino con un disturbo specifico dell’apprendimento può manifestare segnali già nei primi anni di scuola, ma spesso questi segnali vengono scambiati per svogliatezza o mancanza di attenzione. Quando un bambino mostra difficoltà persistenti nella lettura, nella scrittura o nel calcolo, è importante effettuare una valutazione per comprendere se si tratta di un disturbo specifico dell’apprendimento. Il processo di diagnosi è fondamentale per accedere alle misure di supporto scolastico. Ti invitiamo a scoprire di più anche sulla certificazione DSA e i tempi per ottenerla, un passaggio essenziale per garantire ad ogni studente che vive queste problematiche un percorso didattico personalizzato.
Difficoltà scolastiche che possono far sospettare un DSA
È fondamentale per il corpo docente e per le famiglie prestare attenzione a quelli che potrebbero essere dei segnali di un potenziale disturbo dell’apprendimento come:
- Lentezza nella lettura e difficoltà a riconoscere le parole.
- Errori frequenti nella scrittura, inversione di lettere o omissione di parti delle parole.
- Difficoltà nel copiare dalla lavagna o nel prendere appunti in modo leggibile.
- Problemi con i numeri e il calcolo, confusione tra simboli matematici.
- Affaticamento e frustrazione dopo pochi minuti di studio.
L’impatto emotivo e psicologico nei bambini con DSA
Oltre alle difficoltà scolastiche, un bambino con un disturbo dell’apprendimento vive spesso dei disagi emotivi:
- Frustrazione perché non riesce a ottenere gli stessi risultati dei compagni.
- Bassa autostima dovuta ai continui fallimenti e alle critiche.
- Ansia e paura del giudizio, specialmente quando deve leggere ad alta voce o affrontare una verifica.
- Difficoltà relazionali con il gruppo dei pari.
- Disinteresse per la scuola, con un progressivo rifiuto generalizzato dello studio.
Vediamo un esempio concreto: Marta, 9 anni, ha la dislessia. Ogni volta che deve leggere ad alta voce, si irrigidisce e inizia a balbettare. A casa, passa ore sui libri, ma i risultati non migliorano. Quando i genitori le dicono "Devi solo impegnarti di più! Ci riuscirai", lei si chiude in sé stessa e scoppia a piangere. Sente che i suoi sforzi sono vani, che deluderà quelli che si aspettano un suo miglioramento. Ogni tentativo genera maggiore senso di frustrazione e ansia a cui seguono spesso modalità di evitamento e isolamento come meccanismo protettivo.
Cosa sta succedendo? Marta non è pigra, ma sta vivendo un profondo senso di inadeguatezza. Le sue difficoltà non dipendono dalla mancanza di impegno, ma dal modo in cui il suo cervello processa la lettura.
Il senso di frustrazione provato dai bambini che vivono un DSA in alcuni casi porta tra le conseguenze emotive anche stati di rabbia, aggressività. Se tuo figlio manifesta comportamenti oppositivi o momenti di irritabilità, scopri come aiutarlo a gestire l’aggressività in modo positivo, con un approccio basato sull’ascolto e sul supporto emotivo.
Il ruolo della famiglia e della scuola nel supporto ai bambini con disturbi dell’apprendimento
I bambini con disturbi dell’apprendimento come nell’esempio che abbiamo appena visto possono provare frustrazione e difficoltà nel gestire le emozioni, specialmente quando si sentono sotto pressione. È fondamentale per la famiglia e la scuola lavorare in maniera sinergica per aiutarli a sviluppare strategie didattiche ed emotive per affrontare le difficoltà senza accumulare rabbia o senso di colpa e svalutazione.
Come aiutare un bambino con un DSA a casa
I genitori giocano un ruolo fondamentale nel creare un ambiente sereno per il bambino. Ecco alcune strategie utili da adottare per sopportarlo:
- Sostieni la sua autostima → Sottolinea i suoi progressi, non solo gli errori.
- Adotta metodi alternativi di studio → Usa audiolibri, video didattici e mappe concettuali. Indaga quali strumenti sembrano più efficaci.
- Organizza il tempo di studio → Le pause frequenti aiutano a mantenere alta la concentrazione e a diminuire lo stress connesso allo studio.
- Evita il confronto con gli altri bambini → Ogni bambino ha un percorso di apprendimento unico.
Strategie didattiche efficaci per gli insegnanti
A scuola, i bambini con disturbi specifici dell’apprendimento possono beneficiare di alcune strategie mirate:
- Uso di mappe concettuali per aiutare la memorizzazione.
- Compiti semplificati e verifiche orali alternative alle prove scritte.
- Font ad alta leggibilità per facilitare la lettura dei testi.
- Più tempo per lo svolgimento delle verifiche per ridurre l’ansia da prestazione.
Quando la scuola adotta un approccio inclusivo, ogni bambino si sente accolto e valorizzato.
Inoltre un lavoro in sinergia con le famiglie ne potenzia gli effetti positivi sia dal punto di vista didattico che sul benessere emotivo.
Vediamo un esempio pratico dell’importanza di un lavoro di squadra scuola-famiglia:
Luca, 10 anni, ha una diagnosi di disortografia. Scrivere un testo lo mette in difficoltà e spesso la mamma lo rimprovera per gli errori. Un giorno, la maestra suggerisce di usare un software di scrittura con correttore ortografico. Luca inizia a scrivere con più sicurezza e, finalmente, può concentrarsi sui contenuti senza sentirsi bloccato dagli errori.
Metodi e strumenti per favorire l’apprendimento
Per aiutare i bambini con disturbi specifici dell’apprendimento, è fondamentale fornire strumenti adeguati.
Strumenti compensativi e misure dispensative: come usarli nel modo giusto
I bambini con DSA hanno diritto come evidenziato dalle linee guida del MIUR a strumenti che li aiutino a sostenere il loro percorso scolastico senza essere penalizzati.
Strumenti compensativi, atti ad esprimere e migliorare il potenziale dell'alunno:
- Sintesi vocale per la lettura dei testi.
- Calcolatrice per le operazioni matematiche.
- Schemi e formulari semplificati per lo studio.
Misure dispensative, accorgimenti che sollevano lo studente dal dover svolgere attività che gli risultano difficili o la possibilità di svolgerle con minor materiale e maggiore tempo a disposizione:
- Riduzione degli esercizi scritti.
- Verifiche orali anziché scritte.
- Esenzione dalla lettura ad alta voce.
Questi strumenti non sono un vantaggio, ma una necessità per garantire pari opportunità di apprendimento.
L’uso di questi strumenti deve essere flessibile e adattato alle esigenze dello studente, coinvolgendo docenti, famiglia e studente stesso. L'obiettivo è favorire l’autonomia, il benessere e il successo scolastico, evitando sia un’applicazione rigida che un’eccessiva facilitazione.
Il vero successo è costruire fiducia in sé stessi
I disturbi specifici dell’apprendimento non definiscono l’intelligenza di un bambino, ma solo il modo in cui apprende.
Cosa puoi fare oggi?
- Aiutalo a scoprire il suo metodo di apprendimento ideale.
- Fai in modo che si senta capito, senza critiche o pressioni eccessive.
- Sostieni il suo percorso con strumenti adeguati e strategie personalizzate.
Se il tuo bambino ha difficoltà, non significa che non possa imparare, ma solo che ha bisogno di un metodo diverso. Con il giusto supporto, potrà sviluppare sicurezza in sé stesso e affrontare la scuola con meno ansia e più entusiasmo.
Ricordati di mantenere viva una collaborazione costruttiva con il corpo docente e che in questo percorso puoi anche fare affidamento a dei professionisti, come gli psicologi esperti in DSA, che possono offrire a te al tuo bambino un aiuto concreto e mirato.
Non sai come aiutare tuo figlio con un disturbo dell’apprendimento?
Può essere difficile comprendere le reali difficoltà di un bambino con dislessia, disortografia, disgrafia o discalculia. Con il supporto giusto, puoi aiutarlo a sviluppare il suo potenziale senza sentirsi sempre in difficoltà.
FAQ – Domande frequenti sui disturbi specifici dell’apprendimento
1. Qual è la differenza tra un disturbo specifico dell’apprendimento e difficoltà scolastiche temporanee?
Un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) è una condizione neurobiologica stabile, che influenza le abilità di lettura, scrittura e calcolo indipendentemente dall’impegno del bambino. Le difficoltà scolastiche temporanee, invece, possono derivare da fattori come un metodo di studio inefficace, ansia da prestazione o momentanei problemi di attenzione. Se le difficoltà persistono nonostante un supporto adeguato, potrebbe essere utile una valutazione specialistica.
2. Un bambino con un disturbo dell’apprendimento può migliorare nel tempo o il DSA è permanente?
I disturbi specifici dell’apprendimento non scompaiono, perché dipendono dal modo in cui il cervello elabora le informazioni. Tuttavia, con il giusto supporto, strategie di studio personalizzate e strumenti compensativi, un bambino con DSA può potenziare le proprie abilità e diventare autonomo nell’apprendimento. Un intervento precoce è fondamentale per favorire il successo scolastico e il benessere psicologico.
3. Quali professionisti possono diagnosticare un disturbo specifico dell’apprendimento?
La diagnosi di un disturbo dell’apprendimento deve essere effettuata da un equipe multidisciplinare, composta da specialisti come neuropsichiatri infantili, psicologi dell’età evolutiva e logopedisti. È importante affidarsi a professionisti specializzati in DSA per ottenere una valutazione completa e accedere agli strumenti compensativi previsti dalla normativa scolastica.
4. Quali sono gli errori più comuni che i genitori fanno con un bambino con DSA?
Alcuni errori comuni includono:
- Sottovalutare le difficoltà del bambino, pensando che sia solo svogliato.
- Sovraccaricarlo di studio e compiti extra, senza adottare strategie adatte.
- Confrontarlo con i compagni, facendo aumentare il senso di frustrazione.
- Sottovalutare il suo stato emotivo, focalizzandosi solo sul rendimento scolastico.
Invece, è essenziale supportarlo senza pressioni e valorizzare i suoi progressi, per aiutarlo a sviluppare fiducia nelle sue capacità.
5. Qual è il ruolo delle emozioni nei bambini con disturbi dell’apprendimento?
Le emozioni giocano un ruolo cruciale nei bambini con DSA. Spesso, la frustrazione legata alle difficoltà scolastiche porta a bassa autostima, ansia e rifiuto dello studio. Per questo, è fondamentale creare un ambiente positivo, in cui il bambino si senta compreso e supportato, evitando critiche e punizioni legate al rendimento scolastico.
Un approccio che integra il supporto didattico e quello emotivo è il più efficace per aiutare un bambino con disturbo dell’apprendimento a sviluppare fiducia in sé stesso.
6. Cosa fare se un insegnante non riconosce le difficoltà di un bambino con DSA?
Se un insegnante non riconosce o minimizza le difficoltà del bambino, è importante avviare un dialogo costruttivo con la scuola. I genitori possono:
- Richiedere un incontro con gli insegnanti per spiegare le necessità del bambino.
- Mostrare la certificazione DSA e il Piano Didattico Personalizzato (PDP).
- Chiedere il supporto di uno specialista per mediare tra scuola e famiglia.
La legge tutela i bambini con disturbi dell’apprendimento, prevedendo misure dispensative e strumenti compensativi per garantire pari opportunità scolastiche.
Bibliografia e sitografia
Cornoldi, C. (2020). Difficoltà e disturbi dell'apprendimento: Psicologia e intervento clinico. Il Mulino.
https://www.mim.gov.it/web/guest/disturbi-specifici-dell-apprendimento-dsa-









































